Conviviale dal tema avventuroso ed in gran parte sconosciuto, quello del 1° dicembre sulla piattaforma Zoom. Si è parlato della “Muntagna” cioè dell’Etna, tema trattato da una studiosa laureata in geologia e geofisica nonché guida vulcanologica, l’unica donna italiana fra le due sole guide vulcanologiche femminili europee: la dr.ssa Lidia Gemmellaro.
Con il saluto del Presidente Arrigoni, rivolto in modo particolare all’assistente del Governatore Luigi Gentile, ai futuri tre nuovi Soci del Club, a tutti i soci del RC. Asti, RC Alessandria ed RC La Valletta, si è aperta
la serata. La parola è stata subito data alla relatrice Lidia Gemmellaro per una appassionante relazione sul vulcano e sulla vita che si sviluppa attorno “a Muntagna”.

La guida dell’Etna è una figura storica, professionale, esperta appassionata della “Muntagna”.
Le guide professioniste compaiono già all’inizio del 1800 con i fratelli Gemmellaro, che tramite il famoso Gran Tour mostravano l’Etna a viaggiatori e studiosi di tutto il mondo.
Successivamente questa figura viene riconosciuta dal Collegio delle Guide Alpine Italiane, dando finalmente una realtà tangibile a questi uomini che diventano Guide Alpine dell’Etna, finché nei primi anni del 2000 vengono istituite le Guide Vulcanologiche, uniche figure autorizzate all’accompagnamento sul territorio vulcanico.
Da sempre le guide vulcanologiche e alpine hanno simboleggiato la storia dell’Etna, perché in simbiosi con i ma, soprattutto, vulcanologi hanno descritto la storia del nostro vulcano. La prima attività eruttiva alla quale fu presente la Relatrice, l’eruzione del 2001, quell’immenso muro infuocato che con uno scricchiolio di porcellana in frantumi avanzava lentamente, agli occhi di una bambina era qualcosa di spaventoso, ma allo stesso tempo affascinante ed entusiasmante.

Ha proseguito la Relatrice con alcune informazioni sul vulcano: l’Etna è alto 3.383 m.s.l.m., è un vulcano “a condotto aperto”, può degassare più facilmente, di conseguenza le eruzioni esplosive sono meno frequenti; è il vulcano più attivo d’Europa, con 4 crateri sommitali principali che sono sempre attivi. Da quota 700 m.s.l.m. alla sommità ci sono attualmente 250 crateri.

 

 

I crateri sommitali possono essere visitati solo se accompagnati da guide che attualmente sono circa 60. Ma, ha proseguito la Relatrice, l’Etna non è soltanto i “crateri sommitali”, è anche tutto il resto; la presenza di animali a quote non sommitali quali la volpe, il maiale nero, tanti rettili e soprattutto coccinelle è piuttosto rara, considerando che il passaggio della lava tutto distrugge.
Gli abitanti delle zone etnee amano “a Muntagna”, malgrado la minaccia della lava, dei terremoti soprattutto delle ceneri; è una fonte di sostentamento, non è ostile, la conformazione geologica del terreno coltivabile, risultante dalle effusioni di sabbia vulcanica, fornisce ai prodotti agricoli dei sapori particolari, molto intensi, che non si ritrovano in nessun’altra parte. Tra questi ricordiamo un prodotto per tutti: il vino etneo, generalmente sapido, profumato e corposo.

L’appassionata relazione della Gemmellaro ha acuito fra i presenti il senso del mistero e della curiosità che avvolge ancora i fenomeni vulcanici.
Numerose sono state le domande di approfondimento sul tema esposto. Le numerose colate laviche rendono piuttosto dinamico il paesaggio che varia ad ogni eruzione, determinando un aumento della temperatura con conseguente scomparsa di boschi e la riduzione dei fenomeni nevosi.
Altre domande hanno riguardato la pericolosità del vulcano in confronto con il Vesuvio, quanto dura una escursione tipo, quanti turisti visitano annualmente l’Etna, quali sono i colori dominati del territorio sommitale.

Ad ogni domanda la Relatrice ha dato una puntuale risposta: il Vesuvio è molto più pericoloso dell’Etna in quanto soggetto ad eruzioni esplosive, inoltre è molto più basso, circa 1000 m.s.l.m., molto densamente costruito quindi, qualora scoppiasse il tappo del cratere, potrebbe essere un disastro.
L’Etna è molto più alto e meno edificato, inoltre le eruzioni hanno più carattere effusivo che non esplosivo; analogo discorso può essere fatto per lo Stromboli alto 900 m.s.l.m. eruzioni esplosive e densamente abitato. Mediamente sono circa 6.000 turisti all’anno che visitano l’Etna, l’escursione consente di arrivare con mezzi fino al rifugio Sapienza a 1.900 m.s.l.m., con la funivia fino a 2.900 m.s.l.m. oltre si procede con le guide.

I colori dominanti sono determinati dai minerali lavici: attorno al cratere il rosso per la presenza del ferro, poi il nero dovuto al raffreddamento della lava che con il tempo vira sul marrone.
L’interessante discussione sarebbe continuata per molto tempo suscitando fra i presenti un desiderio di effettuare, appena possibile, una escursione sulla “Muntagna”, il Presidente Arrigoni, prendendo la parola, ringrazia la Relatrice e tutti i soci dei Club presenti, dando l’appuntamento alla prossima conviviale.